Cosa mangiare in Basilicata: la guida ai sapori lucani
La cucina lucana nasce da una tradizione contadina fatta di ingredienti semplici, stagionalità e nessuno spreco. È una cucina che sorprende chi la scopre per la prima volta, con sapori decisi e qualche piatto che non si trova altrove in Italia. Ecco cosa non perdere durante un soggiorno in Basilicata.
Il pane e la pasta fresca
Il pane di Matera IGP è probabilmente il prodotto più conosciuto della regione: crosta croccante, mollica soffice, forma alta e riconoscibile. Tra le paste fresche, gli strascinati — lavorati a mano e incavati con tre o quattro dita — si gustano spesso con salsiccia rosolata nell’Aglianico, funghi cardoncelli e provola affumicata. Da provare anche la cialledda, piatto povero a base di pane raffermo, cipolla, patate, erbe locali e uova.
Il peperone crusco, la vera star
Se c’è un ingrediente-simbolo della Basilicata, è il peperone crusco di Senise IGP: peperone dolce essiccato al sole per 15-20 giorni, poi infilato in lunghe collane chiamate “serte”. Una volta le famiglie contadine li appendevano alle finestre come veri e propri ornamenti. Croccante e leggermente dolce, accompagna primi, secondi e persino uova o legumi.
Salumi, carne e formaggi
Tra i salumi spiccano la lucanica di Cancellara e il salame pezzente, presidio Slow Food della montagna materana. Il baccalà alla lucana, condito con peperoni cruschi, è un classico dei giorni di festa, così come l’agnello alla contadina cotto con patate al forno. Tra i formaggi, il caciocavallo podolico, il pecorino di Filiano DOP e il pecorino di Moliterno (Canestrato IGP) raccontano una tradizione pastorale ancora viva.
Il vino: Aglianico del Vulture
L’Aglianico del Vulture è il vino rosso simbolo della regione, prodotto sui terreni vulcanici intorno al monte Vulture. Intenso e strutturato, accompagna perfettamente i piatti di carne e i formaggi stagionati della tradizione lucana.
I dolci
Semplici e poco elaborati, come tutta la pasticceria lucana: gli anginetti, biscotti glassati a forma di ciambella, e i cannaricoli, preparati con farina, olio (o strutto) e succo di limone, chiudono spesso il pranzo domenicale. Nei giorni di festa si friggono le crispe, dischi di pasta lievitata passati poi nel miele o nello zucchero. A pochi chilometri da Nova Siri, il borgo di Rotondella è invece la patria del sospiro, un dolce di pan di Spagna farcito di crema e ricoperto di glassa, spesso decorato con una spirale di cioccolato: la ricetta esatta resta un segreto custodito dai pasticceri del posto.
Sono sapori che ritroverai facilmente durante un soggiorno in zona, spostandoti tra Nova Siri, Matera e i borghi vicini.